CONSIGLIO DI STATO, Sez. VI – 15 luglio 2010, n. 4561 su 'Responsabilità dell’autore dell’inquinamento – Rapporto di causalità tra l’azione o l’omissione e l’inquinamento – Responsabilità del proprietario'

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INQUINAMENTO – Obblighi di bonifica – Art. 17 d.lgs. n. 22/97 – Responsabilità dell’autore dell’inquinamento – Natura – Responsabilità oggettiva – Rapporto di causalità tra l’azione o l’omissione e l’inquinamento – Responsabilità del proprietario – Natura – Responsabilità da posizione – Onere reale. La responsabilità dell’autore dell’inquinamento, ai sensi dell’art. 17, comma 2, del D.Lgs. 22/1997, costituisce una forma di responsabilità oggettiva per gli obblighi di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale conseguenti alla contaminazione delle aree. La natura oggettiva della responsabilità in questione è desumibile dalla circostanza che l’obbligo di effettuare gli interventi di legge sorge, in base all’art. 17 citato, in connessione con una condotta “anche accidentale”, ossia a prescindere dall’esistenza di qualsiasi elemento soggettivo doloso o colposo in capo all’autore dell’inquinamento. Ai fini della responsabilità in questione è comunque pur sempre necessario il rapporto di causalità tra l’azione (o l’omissione) dell’autore dell’inquinamento ed il superamento – o pericolo concreto ed attuale di superamento – dei limiti di contaminazione, in coerenza col principio comunitario “chi inquina paga”. Sensibilmente diversa si presenta invece la posizione del proprietario del sito, per la responsabilità del quale occorre fare riferimento ai cc. 10 e 11 dell’art. 17: chi subentra nella proprietà o possesso del bene subentra anche negli obblighi connessi all’onere reale ivi previsto, indipendentemente dal fatto che ne abbia avuto preventiva conoscenza. Quella posta in capo al proprietario è pertanto una responsabilità “da posizione”, non solo svincolata dai profili soggettivi del dolo o della colpa, ma che non richiede neppure l’apporto causale del proprietario responsabile al superamento o pericolo di superamento dei valori limite di contaminazione. È quindi evidente che il proprietario del suolo – che non abbia apportato alcun contributo causale, neppure incolpevole, all’inquinamento – non si trova in alcun modo in una posizione analoga od assimilabile a quella dell’inquinatore, essendo tenuto a sostenere i costi connessi agli interventi di bonifica esclusivamente in ragione dell’esistenza dell’onere reale sul sito. Pres. Barbagallo, Est. Giovagnoli – Comune di Vomodrone (avv.ti Abbamonte e Chiarolanza) c. Regione Lombardia e altri (n.c.) – (Riforma TAR Lombardia, Milano, n. 5681/2004)

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