Legge Regionale Friuli Venezia Giulia su inquinamento idrico: Sentenza n. 234 della Corte Costituzionale del 1 Luglio 2010

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La Corte Costituzionale con la sentenza n.234 del 1 Luglio 2o10, nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 25, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 23 luglio 2009, n. 12 (Assestamento del bilancio 2009 e del bilancio pluriennale per gli anni 2009-2011 ai sensi dell’articolo 34 della legge regionale n. 21/2007), che inserisce gli artt. 16-bis e 16-ter nella legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 5 dicembre 2008, n. 16 (Norme urgenti in materia di ambiente, territorio, edilizia, urbanistica, attività venatoria, ricostruzione, adeguamento antisismico, trasporti, demanio marittimo e turismo), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 28 settembre – 1° ottobre 2009, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, comma 25, della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 23 luglio 2009, n. 12 (Assestamento del bilancio 2009 e del bilancio pluriennale per gli anni 2009 – 2011 ai sensi dell’articolo 34 della legge regionale n. 21/2007), nella parte in cui inserisce l’art. 16-ter nella legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 5 dicembre 2008, n. 16 (Norme urgenti in materia di ambiente, territorio, edilizia, urbanistica, attività venatoria, ricostruzione, adeguamento antisismico, trasporti, demanio marittimo e turismo: la norma regionale, difatti, non contrasta con quanto stabilito dal comma 7 dell’art. 124 del d.lgs. n. 152 del 2006, il quale autorizza espressamente le Regioni a prevedere forme diverse da quelle da esso stesso individuate per la scelta dell’organo al quale presentare la domanda di autorizzazione agli scarichi. È, quindi, da disattendere l’interpretazione in base alla quale le Regioni non potrebbero attribuire a privati il potere autorizzatorio in questione, ma solo ad un ente locale o, comunque, ad un soggetto pubblico; tale interpretazione conduce ad una erronea restrizione, non sussistendo nel nostro ordinamento un insuperabile divieto di affidare a soggetti privati lo svolgimento di funzioni amministrative.

Inoltre la stessa Corte dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 4, comma 25, della medesima legge regionale, nella parte in cui inserisce l’art. 16-bis nella legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 16 del 2008, proposte dal Presidente del Consiglio dei ministri, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettera s), e 118 della Costituzione: Con tale disposizione, il legislatore regionale non ha previsto la concessione di un’autorizzazione, generalizzata ed indiscriminata, agli scarichi che dovrebbe essere rilasciata dal gestore del servizio idrico integrato a chiunque la richieda, ma ha inteso solo sottolineare che ogni richiesta di autorizzazione relativa ad attività di scarico è soggetta alla procedura ivi indicata, cioè che deve essere attribuita alla competenza del gestore del servizio idrico integrato. È evidente che deve essere concessa solo previa positiva verifica della esistenza dei requisiti necessari al rilascio della stessa, come dimostra il successivo comma che detta la disciplina provvisoria per il «rilascio delle autorizzazioni» in attesa dell’adozione di quella definitiva.

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