Referendum sul Nucleare: iniziata la camera di consiglio alla Cassazione

360

nucleare Manca poco alla decisione della Corte di Cassazione sullo svolgimento del quesito sul nucleare nell’ambito dei referendum previsti per il 12 e 13 giugno prossimo. La Corte di Cassazione, entrata da poco in camera di consiglio, valuterà se, alla luce della conversione del decreto-omnibus, che contiene nuove norme sulla produzione di energia nucleare, il quesito referendario debba o meno essere sottoposto a consultazione popolare.
Il quesito chiede nello specifico di abrogare la norma inserita nel decreto legge del 25 giugno del 2008, numero 112 e convertito in legge con modificazioni il 6 agosto del 2008 con la legge numero 133, con la dicitura “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita’, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, e che stabiliva un programma di realizzazione di impianti per la produzione di energia nucleare sul territorio nazionale.

Sono state presentate alcune memorie da parte del Comitato per il Referendum sul Nucleare, in particolare il Wwf segnala attraverso al propria memoria che “ci sono numerose sentenze della Corte Costituzionale che non solo richiamano al rispetto dei principi ispiratori di coloro che hanno promosso i quesiti referendari, ma che censurano modifiche normative strumentali, per disattivare i referendum. Precedenti sentenze della Corte costituzionale – spiega l’associazione ambientalista – stabiliscono chiaramente che se l’intenzione del legislatore rispetto alla norma oggetto di referendum, rimane fondamentalmente identica la richiesta referendaria ‘non puo’ essere bloccata perché diversamente la sovranità del popolo verrebbe ridotta ad una mera apparenza”.

Le prospettive per la Corte sono tre: o decidere la non ammissibilità a referendum, decidere lo svolgimento perchè il quesito non è coinvolto dalla nuova legge, oppure la Corte potrebbe esprimersi per un riformulamento del quesito alla luce della nuova legge ed essere quindi sottoposto a consultazione popolare con una nuova forma, ma sempre per la data del 12 e 13 giugno 2011.

 


 

NESSUN COMMENTO