Scorie nucleari: vietare le esportazioni verso paesi non UE

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Unione EuropeaCon 489 voti favorevoli, 52 voti contrari e 75 astensioni è stata approvata la risoluzione con cui gli europarlamentari hanno espresso che le esportazioni di scorie nucleari verso paesi extra-Ue dovrebbero essere vietate, a meno che tali scorie non siano esportate per essere riciclate e successivamente reimportate. Anche all’interno dell’Ue dovrebbero essere consentite solo quando disciplinate da accordi bilaterali.

I deputati hanno anche sostenuto che i lavoratori coinvolti nella gestione delle scorie radioattive, dalla generazione allo smaltimento, devono ricevere un’adeguata protezione e formazione,  auspicando inoltre il rafforzamento dei poteri di indagine delle autorità competenti. Le autorità nazionali dovrebbero disporre dei poteri per eseguire regolarmente “la valutazione della sicurezza nucleare, le indagini e i controlli” e “ove necessario” adottare provvedimenti esecutivi

In base alla proposta di direttiva, ogni Stato membro dovrebbe elaborare politiche e programmi per garantire che il combustibile esaurito e le scorie radioattive siano trattati e smaltiti in modo sicuro.

Le politiche nazionali dovrebbero includere inventari e piani di gestione per tutte le strutture, anche dopo la loro chiusura.

Il Parlamento ha sostenuto l’idea di intensificare la ricerca di alternative al seppellimento delle scorie in profondità, contrariamente alla proposta della Commissione, che indicava lo “smaltimento in strati geologici profondi” quale opzione più sicura per le scorie altamente radioattive.

La proposta iniziale della Commissione è stata presentata lo scorso novembre 2010. La direttiva si basa sul trattato Euratom e rientra nella procedura di consultazione. Il Consiglio adotterà una decisione definitiva solo dopo aver ricevuto la posizione del Parlamento.

 

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