Aper pubblica il Rapporto Rinnovabili 2010-2011

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eolicoIl Centro Studi APER – REEF ha pubblicato il ‘REPORT RINNOVABILI 2010 – 2011’. Il rapporto fotografa lo stato dell’arte e di avanzamento del settore delle rinnovabili in Italia descrivendone criticità e prospettive, azioni in corso e intraprese dall’Associazione, spaziando dal quadro normativo e regolamentare ai sistemi di incentivazione.
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‘Il referendum di giugno 2011 – ha affermato il Presidente APER Agostino Re Regaudengo – ha sancito il definitivo NO alla riapertura dell’opzione nucleare nel nostro Paese. Ci auguriamo quindi che non vengano più addotte ulteriori scuse rispetto alla necessità di definire, una volta per tutte, chiare politiche energetiche per il prossimo decennio, in maniera da incrementare sensibilmente e progressivamente la percentuale di ricorso all’energia da fonte rinnovabile nel mix di generazione nazionale’.
‘In particolare, – ha continuato il presindente APER – la precedente ipotesi di ripartizione del mix energetico elettrico prevedeva, per l’anno 2020, in coerenza con il raggiungimento degli obiettivi europei del pacchetto Clima Energia – meglio conosciuto come 20 20-20 – un consumo elettrico lordo totale di 375 TWh (tenendo conto degli scenari di efficienza energetica coerenti con la direttiva 2009/28/CE), così ripartito: fonti fossili 187 TWh (50%), fonti rinnovabili 98 TWh (26%) e fonte nucleare 90 TWh (24%)’.

A seguito dell’esito del referendum, secondo Re Rebaudegno, la quota riservata al nucleare dovrà essere prodotta dalle altre fonti: a tal fine Aper che 52 TWh vengano prodotti dalle rinnovabili, che così contribuirebbero al mix elettrico annuo per 150 TWh (pari al 40%) e i restanti 38 TWh provengano dalle fonti fossili (possibilmente termoelettrico “ambientalizzato”) che contribuirebbero così per 225 TWh (pari al 60%).
Nel 2010, il fabbisogno lordo di energia elettrica (pari a 326 TWh) è stato soddisfatto attraverso la produzione di
energia da fonte rinnovabile per soli 75 TWh circa, dei quali oltre 40 TWh provenienti dal cosiddetto “idroelettrico storico” non più facilmente espandibile. ‘Riuscire quindi – continua il Presidente – nel 2020 a produrre 150 TWh di energia elettrica da fonte rinnovabile, rappresenta una sfida molto ambiziosa per il nostro Paese (in pratica si tratta di passare da 35 TWh di “rinnovabili recenti” a 110 TWh in soli 10 anni) e un’incredibile opportunità di sviluppo, occupazione, ricerca e indipendenza energetica’.
‘Questi obiettivi – conclude – implicano altresì un lavoro organico e interdisciplinare per valorizzare tutta la filiera italiana delle energie rinnovabili, costruendo una strategia di sostegno capace di integrare le singole componenti per raggiungere la massima efficienza di costo/kWh prodotto (includendo non solo i costi diretti di produzione ma anche tutti gli extra-oneri sanitari, sociali ed ambientali tipici delle fonti fossili)’.

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