A proposito di Fukushima: IPPNW vs. OMS

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logo-ippnw-websiteBenché non ne parli in Italia (quasi) più nessuno, a parte rarissime eccezioni, sono trascorsi quasi due anni dal disastroso incidente avvenuto nella centrale nucleare giapponese di Fukushima. Ieri sul sito tedesco dell’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) – Associazione Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, è apparso per la prima volta un resoconto ufficiale in cui un’equipe di medici e biologi ha valutato le reali conseguenze del disastro sulla salute delle persone. Se infatti in Italia il tema Fukushima è passato in secondo piano, qui in Germania è ancora molto seguito e al centro dell’attenzione dei media e della popolazione in generale. Winfried Eisenberg, portavoce dell’Organizzazione Tedesca, fornisce una stima dei danni da radiazioni riscontrati nella popolazione giapponese dal marzo 2011 ad oggi e nello specifico: “Nove mesi dopo il disastro di Fukushima, era già possibile riscontrare un significativo calo del tasso di natalità – rispetto alla media dei mesi precedenti – in tutto Giappone (…) In tutto il paese, solo 4.632 gravidanze sono state portate felicemente a termine, ovvero tanti sono stati i bambini nati “vivi” e nella sola prefettura di Fukushima il numero è di 209 individui”. Dunque è stata studiata nello specifico la casistica di mortalità/natalità per le gravidanze concepite nei giorni a ridosso di quel terribile 11 marzo 2011. Ma anche la mortalità infantile è notevolmente aumentata in questi ultimi due anni: “Circa un terzo dei bambini di Fukushima e zone limitrofe della stessa prefettura, ha riportato un’incidenza incredibile di casi di noduli tiroidei che nei bambini sono di solito una rarità ma che, altresì, quando si presentano non possono che essere valutati come “pre-cancro”. La percentuale rispetto al passato è salita del 41,8%”. “Per contatto diretto da radiazioni, e dunque esposizione diretta, sono stati calcolati e studiati 80.000 casi di cancro a cui si aggiungono altri 37.000 casi di malattia generata dall’ingerimento di cibi contaminati”. La relazione del IPPNW è in sorprendente contrasto con la valutazione che è stata invece ufficialmente presentata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo scorso 28 Febbraio. Secondo quest’ultima, infatti: “i rischi previsti per la popolazione generale, dentro e fuori il suolo giapponese, sono bassi”, benché non venga nascosta l’elevata incidenza di nuove patologie scatenate dall’esposizione a radiazioni e “l’aumento significativo del numero dei casi di malati di cancro, ben al di sopra del livello normale”. Tuttavia l’OMS trascura di parlare dell’alto numero dei bambini nati morti e degli aborti, naturali o indotti. IPPNW ha naturalmente criticato i dati diffusi dall’OMS, accusandola di essersi basata su valutazioni errate, se non di aver volutamente falsato le carte. Anche la stima del numero delle particelle radioattive tuttora nell’atmosfera fornita dal report dell’OMS sarebbe troppo bassa e assolutamente irreale: “questi dati sono doppiamente nocivi – al danno si aggiunge la beffa – non solo per chi da Fukushima non può scappare, ma anche per chi, ignaro, vorrebbe visitarla o trasferircisi per lavoro; oltre che per il resto del mondo che col Giappone continua ad avere rapporti commerciali”. Inoltre la diffusione – che la carenza/povertà scientifica sia voluta o meno non conta – di dati così approssimativi solleverebbe le autorità locali dal continuare a fare i giusti controlli su cibi e acque sotterranee, ovvero sull’intera catena alimentare. IPPNW.de col suo contro-report vuole smascherare o fare luce sulla “Verharmlosungstendenz” (tendenza a banalizzare o minimizzare) dell’OMS, indicandone le cause in un preciso disegno politico-economico, chiara conseguenza dell’accordo stipulato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) e OMS stessa nel 28/05/1959 (per chi non ne fosse a conoscenza, suggerisco la lettura di: http://www.progettohumus.it/include/argomenti/docs/leggewha.pdf ) e in base al quale, fra le altre cose, l’OMS ha l’obbligo di ottenere l’autorizzazione dell’AIEA prima di rendere pubbliche le proprie relazioni/studi/indagini “a tema nucleare”. Anche la “Tepco” (Tokyo Electric Power Co.) pare giochi un ruolo di non poco peso nella minimizzazione dei dati forniti dall’OMS, in quanto, scrive ancora Eisenberg, essa sarebbe stata la vera causa di terremoto e tsunami e relative conseguenze a tutti ben note. Insomma, uno scenario apocalittico, considerando l’elevatissimo numero di centrali Tepco in tutto il Giappone e la potenziale incidenza di altre catastrofi di questa portata: “Ci sono in tutto il Giappone numerose centrali nucleari a rischio sismico e non dotate di sistemi di sicurezza adeguati a fronteggiare l’insorgere dei più banali incidenti”, scrive nella sua analisi Henrik Paulitz, portavoce dell’IPPNW. “Peccato che anche un incidente “banale” come la scarica di un fulmine in prossimità di una valvola non a norma, potrebbe causare danni di portata inimmaginabile”.

 

Per approfondimenti, ecco i link che riportano alle relazioni citate nel testo (in inglese e tedesco):

http://www.ippnw.de/startseite/artikel/5c295cd947/gesundheitliche-folgen-von-fukushima-2.html

http://www.ippnw.de/commonFiles/pdfs/Atomenergie/Fukushima/Health_consequences_Fukushima_en.pdf

http://www.ippnw.de/commonFiles/pdfs/Atomenergie/Fukushima/WHO_Fukushima_Report2013_Criticism_en.pdf

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