Olio extravergine d'oliva: salute ed ambiente ne guadagnano

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olio3Che l’olio extravergine d’oliva sia un alimento importante per la nostra salute è un dato di fatto peraltro risaputo; ciò che è bene approfondire, sono le peculiarità specifiche di questo nutrimento prezioso, sia dal punto di vista prettamente nutrizionale che per le sue caratteristiche chimiche, che annoverano il nostro olio tra i migliori al mondo.
A spiegarci il valore intrinseco dell’olio extravergine d’oliva, offrendoci una visione più ampia dei benefici di questo alimento è la dott.ssa Carla Ferreri, studiosa di Lipidomica e primo Ricercatore presso l’ISOF-CNR nell’Area di Ricerca di Bologna, già dal 1990 collaboratrice, con il dott. Chatgilialoglu, nel campo dei radicali liberi.

La Lipidomica studia come noi utilizziamo i grassi, anche quelli dell’alimentazione, per vivere meglio. Per quanto riguarda l’olio d’oliva, “il suo principale componente – spiega la dott.ssa Ferreri in un’intervista esclusiva per Tuttosteopatia.it- è l’acido oleico, un acido grasso mono insaturo contenuto almeno nel 70 per cento nell’olio d’oliva, che rende fluide le membrane cellulari ed ha un ottimo impatto col funzionamento del metabolismo in generale. Questo significa che le persone in sovrappeso o obese, possono fare affidamento sulle grandissime capacità che ha l’acido oleico di attivare meccanismi di smaltimento dei grassi”.

Tra le peculiarità dell’acido oleico quella di non ossidarsi facilmente, “per cui – chiarisce Ferreri – ci permette di avere un componente che ha tantissima attività cellulare, senza essere però a rischio di trasformazioni dovute per esempio alla presenza di stress o di uno stato ossidativo elevato”.

Gli antiossidanti contenuti nell’olio d’oliva sono una ulteriore proprietà di questo alimento che, utilizzato a crudo, conferisce qualità nutrizionali altamente indicate per la salute.
L’olio extravergine d’oliva è altresì l’unico olio che si presta alla cottura, in particolare alla frittura, innanzitutto perché non contiene acidi grassi saturi e poi perché non si ossida, cioè non subisce alterazioni a seguito della cottura.

Assolutamente da evitare, secondo la dott.ssa Carla Ferreri, è la cottura di olio di semi, soprattutto di mais, in quanto durante la frittura di questi oli si verifica il contatto dell’ossigeno con l’olio caldo che contiene grassi poli insaturi Omega 6, determinando così ossidazione. Praticamente l’olio di girasole inizia ad ossidarsi dopo pochi minuti in padella.

Sempre secondo lo studio della Lipidomica, anche l’olio di arachidi, alla stregua dell’olio di semi di girasole, è sconsigliato per la frittura, questa volta non per una questione di reazione chimica di ossidazione, ma per evitare di dare una quantità di grassi saturi al nostro organismo.

Dannoso per la salute è anche l’olio vegetale – generalmente olio di palma benché raramente le etichette di moltissimi prodotti industriali riportino l’origine di questi oli – che contiene grassi saturi.

“Ci sia augura che anche con la diffusione di queste notizie – puntualizza la dott.ssa Carla Ferreri – le aziende produttrici di alimenti confezionati inizino a cambiare il loro modo di scelta degli oli, e particolarmente dell’olio di palma, in favore di un’alimentazione che finalmente si dedichi al benessere delle persone, optando cioè per l’olio extravergine d’oliva”.

(Fonte:tuttosteopatia.it)


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