Contro l'iniquità della privatizzazione dell'acqua

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Water_ENLe proteste contro la privatizzazione dell’acqua che in Italia si sono fermate alla scomparsa dell’ormai celebre Referendum di quasi due anni fa, ovvero del giugno 2011, vanno invece avanti e con che forza in altri Paesi europei ed extraeuropei.

O forse non è proprio così: in Italia la protesta non si è bloccata, c’è un fronte attivo che silenziosamente – perché taciuto dai media e dall’opinione pubblica asservita e manipolata che così facilmente viene pilotata da quei stessi media e dai proclami politici e/o dai processi che finalmente coinvolgono una classe politica e relativa corte corrotta – porta avanti battaglie e informazione, raccolta firme e loro presentazione a livello internazionale. Di due giorni fa il seguente comunicato stampa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua:

Comunicato stampa:

Il Commissario Europeo Michel Barnier si dichiara contrario alla privatizzazione del servizio idrico e firma una dichiarazione che va incontro all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) Right2Water. L’ICE per l’acqua pubblica è stata sottoscritta da un milione e mezzo di cittadini in tutta Europa, anche in Italia grazie al lavoro del Forum italiano dei movimenti per l’acqua e della FpCgil. Con una dichiarazione ufficiale diffusa il 21 giugno scorso, Barnier esclude l’acqua dalla direttiva sulle concessioni e rassicura i cittadini dell’Unione Europea: “Capisco bene la preoccupazione che deriva da una privatizzazione dell’acqua contro la volontà dei cittadini, anche io reagirei allo stesso modo”. Per l’ennesima volta viene smentita la litania dei fautori delle privatizzazioni, quel “ce lo chiede l’Europa” continuamente ripetuto per giustificare la cessione ai privati del servizio idrico, e già sconfitto dal voto popolare nel referendum del 2011. In Italia è intanto iniziato lo sprint finale per raggiungere l’obiettivo di firme per l’Iniziativa dei Cittadini Europei citata da Barnier, affiancando così anche il nostro paese agli undici che l’hanno già fatto, per raggiungere un risultato storico. È possibile firmare online su www.acquapubblica.eu

Roma, 25 Giugno 2013.

Si parla sulla stampa così solo di Troika, per quanto riguarda la situazione del Vecchio Continente, e malcontento, sacrosanto, dei popoli che più ne fanno le spese, Grecia, Spagna e Portogallo in primis (in realtà nel novero dovrebbe esserci anche la nostra Italia, nel novero dei PIGS intendo, ma la letargia che ci contraddistingue e la passività con cui noi si accetta proprio di tutto pur di non essere privati di quel poco, di quel fittizio agio che pare solo il possesso di maxischermi al plasma e smartphone possono garantirci, non merita in queste righe altro spazio). Ci sono movimenti politici di recente nascita e altrettanto meteorico ed evanescente “successo” che hanno cercato di mettere nel calderone di un programma politico/elettorale inesistente e tanto qualunquista quanto superficiale e “leggero” anche i temi ecologici e di difesa dell’ambiente, riuscendo così a creare un amalgama anti ideologico di sicuro appeal su sciami di elettori impazziti, delusi, poco informati o alla ricerca della notorietà, e simpatizzanti senza arte né parte e senza cultura dell’informazione, per l’appunto; ma – come volevasi dimostrare – questi movimenti hanno avuto vita breve, perché senza sostanza non può esserci costanza e sul qualunquismo non si fonda nient’altro che l’idiozia.

In Portogallo proprio in questi giorni è prevista al contrario una mobilitazione generale per la difesa del bene primario ovvero contro la privatizzazione dell’acqua pubblica; una mobilitazione che niente ha a che fare con gli attivisti politici dell’ultimo momento (quelli che anche nella vicina Grecia, per portare un altro triste esempio, stanno riscuotendo altresì grande successo sulla pelle di un popolo affamato ed esasperato).

Mi pare interessante sottolineare come molte delle proteste “popolari” e delle mobilitazioni di piazza cui abbiamo assistito e assistiamo in questi ultimi giorni siano partite da premesse “ecologiste”, alla faccia di chi ritiene o si ostina a ritenere che certi discorsi sono appannaggio di una middle class annoiata o dei figli di quella che un tempo fu la cultura dei figli dei fiori. Lo stesso presidente degli USA Barack Obama, la settimana scorsa in visita ufficiale qui a Berlino, ha incentrato il proprio discorso alla Porta di Brandeburgo su temi ecologici e di difesa dell’ambiente: certo nei fatti poi la politica nazionale ed internazione degli Stati Uniti si muove in tutt’altra direzione e non mi pare esagerato avanzare almeno il sospetto sull’autenticità adamantina di un discorso desideroso di riscuotere anzitutto le simpatie dell’uditorio, dal momento che tutti sanno quanto sensibile il popolo tedesco sia ai temi della difesa ambientale, dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, della lotta al nucleare. Ma lo stesso porta avanti la campagna elettorale della CDU e dei fedelissimi della Cancelliera Merkel in previsione delle prossime elezioni autunnali, quindi non c’è poi tanto da meravigliarsi. Eppure, devo ammettere, il riferimento ripetuto di Obama a certi temi che ci stanno a cuore qui su Il Sostenibile, mi è piaciuto. In Turchia c’era forse bisogno altresì di un pretesto, hanno scritto molti media, quale quello dell’abbattimento degli alberi di Gezi Park, per risvegliare la coscienza di un popolo da troppo tempo sottomesso a una dittatura islamica mascherata da forza progressista e pronta ad entrare in Europa; in Brasile dello scandalo dei lavori, e relativo aumento del costo dei mezzi pubblici come prima conseguenza, in preparazione ai prossimi mondiali di calcio e relativo sfratto di intere popolazioni indigene come già avvenuto recentemente in Sud Africa. Ma la storia di questo Nuovo Movimento (quello “no global” per esempio?), nato a parer mio in contemporanea ai recenti, vergognosi G8, da Genova 2001 in poi, è tanto giovane quanto già assai ricca di esperienza e carica di eventi da raccontare, e dimostra come non solo la gente, di qualunque estrazione sociale sia, realmente si preoccupi della salute del proprio territorio – e per estensione del Pianeta – perché ha compreso come da essa non si possa prescindere anzitutto per la propria, personale sopravvivenza e benché i governi, la politica e la maggior parte dei media mainstream vogliano metterla a tacere o cerchino di farla passare come fenomeno collaterale e di inferiore portata sociale rispetto ad altri (è così facile pilotare con la diffusione di notizie falsate, anzitutto in televisione, l’attenzione dei telespettatori o del pubblico genericamente inteso), ma anche come il tema sia di incredibile portata internazionale e tutti, davvero tutti ci unisca. Basti ricordare il movimento No Tav che non riscuote più attenzione nei media, nonostante le gemelle proteste di questi giorni dei cugini francesi sul fronte opposto delle Alpi o, qui in Germania, quello contro il progetto colossale di Stuttgart 21.

Lo sciopero generale che sta avendo luogo in Portogallo, partendo dalla parte Nord del Paese, prende le mosse ovviamente dalle misure di austerity del governo in carica ma si concentra soprattutto sulla privatizzazione delle aziende idriche comunali. La protesta è nata nel Comune di Pacos de Ferreira, circa sessantamila abitanti nel distretto di Oporto, e per volere di una donna: Madalena Martins, presidente del Movimento per i Diritti Civili “6 novembre“, attivissimo soprattutto in questa precipua battaglia contro le società idriche private di recente nascita e affermazione. “I portoghesi oggi dicono ‘se permetteremo loro di privatizzarci l’acqua, presto faranno altrettanto con le persone!’. I prezzi aumenteranno sempre più e inarrestabilmente e già nella nostra cittadina di Pacos de Ferreira l’acqua è infinite volte più costosa che in altre località ancora non inquinate dalla privatizzazione”. Oggi attorno all’attivista Martins (sua la citazione) si è raccolto un movimento composito di intellettuali, professionisti, lavoratori, cittadini: hanno organizzato un presidio pacifico con bancarelle per la raccolta delle firme e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Anche le fontane pubbliche, cui hanno attinto da almeno cento anni i cittadini di Pacos, sembra siano state volutamente contaminate o almeno questa è la triste voce che serpeggia da queste parti, e questo per costringere la cittadinanza ad acquistare il prodotto privatizzato: la fonte di pietra più antica e più utilizzata in città espone così oggi, appeso al tubo di rame al quale si sono assetati centinaia di cittadini, il tristissimo cartello “quest’acqua non è più potabile” ovvero non è più sicuro berla, e nel dubbio… “Da otto anni va avanti la vergogna di questa privatizzazione” – sostiene un attivista del movimento – e le conseguenza sono state, com’è facile immaginare, disastrose su più fronti: anzitutto il costo del prodotto, 400 volte tanto quello precedente per la distribuzione nella case del servizio pubblico. In tempi poi come questi in cui il Portogallo fa drammaticamente le spese della crisi economica e la gente non solo non ha i soldi per pagare le esose bollette ma non ha proprio da mangiare! Un ricco, ricchissimo concittadino, tale Joaquim Pinto, imprenditore che su questa privatizzazione ha costruito la propria fortuna, è la vergogna dei suoi concittadini: là dove c’è la succitata gente che non ha da bere e mangiare, lui attinge all’acqua “pubblica” per innaffiare copiosamente il prato privato attorno alla sua reggia, costruito – guarda caso – proprio negli ultimi 8 anni. La comunità cittadina vorrebbe ricomprare le azioni e sottrarre così il monopolio all’azienda privata che le aveva acquistate, ma al momento non dispone dei fondi necessari; tuttavia non per questo si dà per vinta. Lo Stato stesso dice di non riuscire a reperire fondi per la sua popolazione e intanto stringe patti “segreti” con le aziende di privatizzazione, col pretesto della crisi e per fare rapidamente qualche miliardo di euro sulla pelle della gente stessa, ma questa non ci sta e come ha dimostrato un sondaggio oltre l’80% dei portoghesi vuole che l’acqua torni ad essere di proprietà comunale. Intanto la polizia viene allertata, ogni tanto viene fatta anche qui qualche retata per fare smobilitare gli attivisti, pacifici, ma questo non ha nessun risalto sulla stampa internazionale, almeno non nella nostra (il Portogallo, mi si perdoni la provocazione, non è la ricca Turchia che fa gola all’economia delle super potenze europee e non è nemmeno una nazione a maggioranza islamica, dunque nessun pretesto da strumentalizzare per giustificare altre azioni inique).

Da un comunicato del Movimento 6 novembre (riporto testualmente, ché il portoghese non è poi così difficile per noi italiani da comprendere):

Tendo em consideração a resposta violenta da AGS – ÁGUAS DE PAÇOS DE FERREIRA, S.A, à manifestação do passado dia 6 de Novembro, materializada no envio de centenas de cartas de intimidação a cidadãos de Paços de Ferreira por forma a ligarem-se à rede pública de água e saneamento e consequentemente à AGS, empresa que vende a água mais cara de Portugal,  com o pagamento de coimas, este movimento cívico não pode ser indiferente a este situação, razão pela qual reproduz a presente informação para que os cidadãos do concelho possam decidir devidamente esclarecidos.

Note-se que a “coacção moral” retratada nas cartas e utilizada pela AGS viola as mais elementares regras de um Estado de Direito e deve merecer da parte de todos um forte repúdio.

As pessoas não podem nem devem ter medo de dizer NÃO!

O MOVIMENTO 6 DE NOVEMBRO continua disponível para formar e informar os cidadãos de Paços de Ferreira contra estas agressões perpetradas por uma empresa cuja única preocupação é a maximização dos seus lucros.

Certos que o dever da comunicação social também é de contribuir para a informação da população, agradecemos desde já a publicitação da mesma nos órgãos de comunicação social.

Com os melhores cumprimentos,

A Comissão executiva do M6N

UM NEGÓCIO DE MILHÕES

NA ÁGUA E SANEAMENTO

OS CIDADÃOS DE PAÇOS DE FERREIRA NÃO SÃO CRIMINOSOS E DELINQUENTES PARA QUE A AGS E A CÂMARA MUNICIPAL OS POSSAM TRATAR COMO ARGUIDOS!

TUDO QUE PRECISA DE SABER SOBRE ÁGUA E SANEAMENTO

Infine per noi italiani e per chi non vuole si arrivi tacitamente e silenziosamente, come credo stia avvenendo da due anni a questa parte, a questa vergogna anche in patriahttp://www.acquapubblica.eu/

e il video:

 

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