Biomasse/FIPER: in 70 anni raddoppiano i boschi ma l'Italia fa ancora poco per l'energia da biomasse

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boschiLa superficie forestale italiana continua ad aumentare e ha superato i 10,5 milioni di ettari. Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, le foreste sono pressoché raddoppiate e ormai oltre un terzo (34,7%) della superficie nazionale è coperta da boschi, una percentuale paragonabile a quelle di altri Paesi del centro e nord Europa. I dati provengono dall’Inventario Nazionale delle Foreste e del Carbonio e sono stati presentati nei giorni scorsi dall’Ispra nel corso della Conferenza nazionale “Quanta energia possiamo sottrarre dalle foreste senza ferirle? Il caso del Lazio” organizzata per presentare i risultati del progetto Ue Proforbiomed.

 L’aumento della superficie è legato “sia a interventi attivi di creazione di nuovi boschi (afforestazione e riforestazione), sia – soprattutto – a processi naturali di espansione del bosco su coltivi e pascoli abbandonati in zone di collina e montagna”.
 Nonostante questo, l’Italia, sottolinea l’Ispra, è il Paese Ue con il minor rapporto tra legna prelevata e legna prodotta. Dalle foreste nazionali (dal taglio di legna dei boschi cedui, dalla raccolta dei residui della cura e dei tagli delle fustaie, dal taglio di legna e dai filari) si possono ottenere 3 milioni Tep l’anno senza ferire le foreste e mantenendo le necessarie misura di salvaguardia e protezione della biodiversità, una quantità pari all’1,6% circa dei consumi energetici nazionali.
Un dato ancor più significativo se si pensa che l’Italia è il primo importatore mondiale di legna da ardere (v. Staffetta 27/04/12).
 Durante il convegno, FIPER ha proposto di avviare un tavolo di concertazione tra i diversi utilizzatori di biomasse legnose, affinché si “coltivi il bosco” e si possa gestire in modo sostenibile questa risorsa preziosa per il Paese.


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