Bando 'Smart cities nazionali': Ferrara e Matera città laboratorio

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Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha concluso la valutazione tecnico-scientifica relativa ai progetti esecutivi candidati sul Bando “Smart Cities Nazionali” (D.D. n. 391/Ric del 5 luglio 2012). Da una prima fase di valutazione per la selezione di idee progettuali (Febbraio 2013), si è passati alla approvazione di soli due progetti esecutivi (31 ottobre 2013) per ognuno degli ambiti tematici previsti nel bando. Il Progetto “CLARA – CLoud plAtform and smart underground imaging for natural Risk Assessment, finalizzato allo sviluppo di sensori, tecnologie e sistemi innovativi per la diagnostica non invasiva del sottosuolo per la mitigazione del rischio sismico e idrogeologico in aree urbane, è tra le proposte selezionate per tematica “Sicurezza del Territorio“.

“Si tratta di un bellissimo goal di testa – ha commentato l’assessore comunale all’Ambiente Rossella Zadro – perché una città è smart se in grado di migliorare la qualità della vita, miglioramenti che devono essere percepiti ed apprezzati dai cittadini. Un grazie ai tecnici del Servizio Ambiente che hanno seguito tutte le fasi della candidatura, al Dipartimento di Scienze della Terra di Unife, agli enti ed imprese che hanno collaborato al raggiungimento dell’obiettivo”.

Il risultato ottenuto è particolarmente significativo poiché il bando MIUR è stato molto competitivo. La Commissione di valutazione, formata da 35 esperti, ha lavorato in sessioni a distanza per poter beneficiare, in tutte le fasi, del contributo continuativo e necessario dei 17 membri internazionali selezionati nell’ambito dell’albo esperti della Commissione Europea. Per formulare le sue conclusioni, la Commissione si è strutturata in 16 panel, focalizzati sulle aree tecnologiche indicate nel bando. Le proposte sono state quindi sottoposte a una rigorosa valutazione comparata, che ha portato alla formulazione del giudizio per ogni singolo progetto di ricerca candidato.

Il progetto finanziato dal MIUR per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro vede quale soggetto promotore il CNR-IMAA ed un partenariato misto pubblico-privato costituito da Centri di Ricerca (Consiglio Nazionale delle Ricerche, Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste), Università (Università di Ferrara, Università La Sapienza di Roma, Università di Catania, Università di Enna), grandi imprese (tra le quali e-Geos, Meridionale Impianti, Sidercem, IDS, Gruppo HERA) e PMI (Tecnoin, Sinergis, altre) con forte propensione all’innovazione ed un sistema di stakeholders (Comune di Ferrara, Comune di Matera, Protezione Civile della Provincia di Enna) capace di esprimere una domanda “Intelligente” e con forti contenuti tecnologici.

Il progetto individua tre casi di studio su cui sperimentare l’utilizzo della tomografia 3D e 4D integrata del sottosuolo: uno nella Città di Ferrara, interessata a redigere un adeguato piano per prevenzione del rischio sismico e di salvaguardia di beni architettonici e monumentali, uno nella Città di Matera, interessata allo studio del sottosuolo urbano nel centro storico dei Sassi ed il terzo nell’area del Comune di Enna per la mitigazione del rischio idrogeologico.

L’obiettivo principale di CLARA è l’acquisizione di una maggiore conoscenza del territorio sulle problematiche del dissesto che interessa i centri abitati, mediante lo sviluppo di smart technology diffuse che consentano la gestione e la condivisione di informazioni complesse, quali le basi di dati relative alla reale esistenza e consistenza dei livelli di pericolosità dei fenomeni idrogeologici e sismici e di vulnerabilità delle risorse esposte nelle aree urbanizzate, adottando i paradigmi open-government ed open-data.

I prodotti verranno testati in un contesto urbano attraverso dei Living Labs come strumento all’interno di interventi coerenti con la strategia delle Smart Cities. La proposta adotta un approccio sistemico per la caratterizzazione delle principali proprietà fisiche del sottosuolo basato sulla piena integrazione delle più moderne tecnologie geofisiche di esplorazione del sottosuolo (es. tomografia sismica attiva e passiva, tomografia a microonde, tomografia di resistività), sensoristica avanzata (es. fiber optics, MEMS) e tecnologie ICT (es. web-gis, web-services, web-sensors) per la visualizzazione e la modellazione di dati geologici e geofisici del sottosuolo.

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