Kyoto Club: puntare su innovazione per vincere la sfida del clima

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Con l’obiettivo di presentare un’Italia pronta ad affrontare la sfida del clima, l’evento ha offerto un approfondimento sugli obiettivi assunti alla COP21 di Parigi e su quelli EU al 2030, che rappresentano un punto di partenza non solo per contrastare al meglio gli effetti dei cambiamenti climatici, ma per orientare il sistema economico del nostro Paese verso nuovi modelli di business più green e sostenibili.

“Come Kyoto Club continueremo a dare la nostra disponibilità al sostegno degli sforzi, istituzionali e non, perché i cambiamenti climatici possano, da un lato, essere mantenuti lontani da effetti catastrofici e, dall’altro, facilitare forme di sviluppo economico e qualità della vita sempre più ambientalmente compatibili”, ha dichiarato Catia Bastioli, CEO Novamont SpA e Presidente di Kyoto Club.

“Puntando sull’efficienza energetica il nostro Paese può contribuire al raggiungimento di target vincolanti nel contesto europeo. Il nostro Paese ha tutte le carte in regole per vincere la sfida del clima. In Italia abbiamo 400mila aziende (compreso l’indotto) e oltre 3milioni di occupati e siamo i primi al mondo nella diffusione di sistemi smart metering, che rappresentano una componente essenziale per gestire e ridurre i fabbisogni energetici”, ha dichiarato Gianluigi Angelantoni, Presidente Gruppo Angelantoni SpA e Vicepresidente di Kyoto Club.

“Solo grazie all’innovazione tecnologica e all’uso di tecnologie smart ed ecoefficienti è possibile avviare una politica energetica che sostenga gli impegni sul clima al 2030”, ha sottolineato Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club. “Dopo l’accordo di Parigi, molti paesi hanno annunciato decisioni importanti: la Germania, per citare un esempio, intende progressivamente uscire dal carbone e gli Usa hanno prolungato gli incentivi alle rinnovabili e proposto una tassa sul petrolio per finanziare la mobilità sostenibile.
Auspichiamo che anche l’Europa alzi i suoi obiettivi, in particolare il target del 27% per le rinnovabili e del 27% per l’efficienza, entrambi al 2030, assolutamente insufficienti, augurandoci che il nostro Governo si batta per questo traguardo. Così come ci aspettiamo un cambio di marcia nella politica energetica interna grazie a un rilancio del solare e della mobilità elettrica”, ha concluso Silvestrini.

“L’accordo di Parigi è sicuramente un inizio importante, sta a noi adesso lavorare affinché l’Europa rialzi al più presto i propri impegni al 2030, ha spiegato Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club, durante le conclusioni dell’incontro odierno. Per noi italiani – ha concluso Ferrante – la sfida è riuscire ad attuare politiche radicali ed efficaci che ci facciano abbandonare al più presto l’era fossile a favore delle fonti energetiche rinnovabili. Serve quindi una nuova e diversa strategia energetica nazionale di cui per ora purtroppo non c’è traccia. C’è ancora tempo per cambiare strada, ma non tanto se vogliamo competere con chances di vittoria nella gara globale sull’innovazione”.

“Un Paese come l’Italia ha tutto da guadagnare da un futuro energetico incentrato su innovazione, produzione da rinnovabili ed efficienza. Dopo l’Accordo di Parigi sul clima è arrivato il momento che il nostro Paese individui le scelte che possano aiutare imprese e cittadini a cogliere queste sfide, ha sottolineato Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente. Le potenzialità sono infatti enormi ed è proprio la chiave del clima quella più adatta per ripensare le città italiane, intervenendo sul patrimonio edilizio e la mobilità, ma anche per mettere in sicurezza le persone dagli eventi climatici estremi, e per innescare innovazioni nella produzione distribuita di energia da rinnovabili.”

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