Codice della Strada: appello di FIAB al Presidente del Senato

666

Le modifiche al Codice della Strada sono “bloccate” al Senato. Chi utilizza la bicicletta chiede politiche a tutela, per una mobilità che migliora l’ambiente, la salute e la vivibilità delle città. Occorre accelerare l’approvazione della legge di riforma, salvaguardando le innovazioni che migliorano la sicurezza e la sostenibilità ambientale della mobilità, in particolare di quella all’interno delle aree urbane.

Per questo Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ha scritto al presidente del Senato, Pietro Grasso . Ecco il testo della lettera:

Presidente Grasso,

mi rivolgo a Lei a nome di milioni di cittadini italiani che utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. Da anni questi cittadini attendono che anche i loro diritti alla mobilità vengano garantiti; da anni questi cittadini attendono che anche i loro diritti alla mobilità vengano garantiti come quelli di chi utilizza un’automobile.

Da anni questi cittadini chiedono politiche che li aiutino nella loro scelta di mobilità che porta degli straordinari vantaggi a tutti i cittadini, una scelta di alto valore civico che restituisce alla collettività molto più di quanto chiede: migliora l’ambiente, la sicurezza e la vivibilità delle città, la salute e il benessere.

 In particolare, la nostra preoccupazione va al tema della sicurezza stradale: a fronte di un progressivo e generalizzato calo d’incidenti e morti in Italia fino al 2014, nel 2015 è stata registrata un’inversione di tendenza, in particolare nei centri urbani con un aumento, purtroppo, tra le vittime, di ciclisti e pedoni. Ancor più preoccupante in ragione del fatto che la bicicletta è il mezzo di trasporto preferito dei bambini e degli anziani.

 Riconosciamo a questo Parlamento di aver cominciato ad attivare politiche nazionali per lo sviluppo della mobilità ciclistica e ne apprezziamo l’impegno anche sul fronte degli stanziamenti economici.

Tutti questi sforzi, però, rischiano di essere vanificati se non si portano a compimento le modifiche del Codice della Strada, testo approvato dalla Camera nell’ottobre 2014 e da allora bloccato al Senato, nonostante il gran lavoro di modifiche ed emendamenti.

FIAB ha lavorato molto a questo testo, accanto al Gruppo Interparlamentare per la mobilità ciclistica di cui fanno parte anche alcuni senatori cui potrà chiedere maggiori informazioni al riguardo.

 I comuni cittadini come me fanno francamente fatica a capire il perché di questa interruzione di un processo indispensabile per la nuova politica sul fronte della mobilità delle persone che, attraverso il nuovo Codice della Strada, vengono rimesse al centro dell’attenzione del legislatore.

Il nuovo Codice della Strada, così come licenziato dalla Camera, pone le norme necessarie a ridare vivibilità e sicurezza alle nostre città.

Per questo motivo mi rivolgo a Lei, per chiederLe con forza e convincimento di farsi parte attiva nell’accelerare il procedimento di approvazione della legge delega di riforma del Codice della Strada salvaguardandone le innovazioni più significative, che migliorano la sicurezza e la sostenibilità ambientale della mobilità e, in particolare, di quella all’interno delle aree urbane.

Da ultimo due parole su FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

Fondata nel 1988, è oggi la più forte realtà associativa dei ciclisti italiani non sportivi. 
Con circa ventimila soci suddivisi in oltre 150 associazioni sparse su tutto il territorio italiano, FIAB è prima di tutto un’organizzazione ambientalista che promuove la diffusione della bicicletta quale mezzo di trasporto ecologico in un quadro di riqualificazione dell’ambiente, urbano ed extraurbano.

Resto a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Con l’auspicio che possa prendere in considerazione questa nostra richiesta, La saluto con cordialità 

 

NESSUN COMMENTO