SISTRI: rinviate le sanzioni per tutto il 2017

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E’ stato convertito in legge il decreto 201 del 30 dicembre 2015, detto anche ‘Milleproproghe’, e con questo si conferma il rinvio dell’applicazione delle sanzioni relative al sistema di tracciabilità del trasporto dei rifiuti (SISTRI). L’ennesima proroga del Sistri, un sistema costato milioni di euro ma mai entrato in funzione, prevede che fino al 31 dicembre 2017 le imprese che non useranno il sistema non subiranno alcuna sanzione. Resta sempre in vigore l’obbligo d’iscrizione al Sistri e il relativo pagamento delle quote d’iscrizione, nonostante le richieste di sospensione provenienti da numerose associazioni di categoria, comprese quelle dell’autotrasporto. In questo caso, le imprese inadempienti hanno solo il beneficio di pagare metà della sanzione, fino al 31 dicembre 2016, come prevede il Milleproroghe convertito in questi giorni.

Quindi, anche per il 2016 proseguirà il regime del doppio binario, ossia prosegue il tracciamento cartaceo tramite l’apposito modello da compilare in quattro copie e la scheda di movimentazione dei rifiuti. Ricordiamo che le imprese devono pagare il contributo entro il 30 aprile 2016.
Prorogata per il 2016 anche la gestione del Sistri alla Selex, perché prosegue lo stallo della gara europea per trovare il nuovo gestore del Sistri. Nella Gazzetta Europea dello scorso giugno, la Consip ha pubblicato il pre-bando che fissa i requisiti per i candidati, prevedendo la consegna delle offerte per il 5 dicembre 2015. Ma finora non sono giunti comunicazioni sulla vicenda.

“È giunto il momento di chiudere definitivamente l’esperienza Sistri”, ha affermato Thomas Baumgartner, presidente nazionale Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici) nell’ultimo incontro con il Ministero dell’Ambiente, raccogliendo così le istanze delle imprese di autotrasporto, da sempre contrarie al sistema lanciato dal dicastero nel 2009 per il tracciamento dei rifiuti trasportati, mai partito nonostante le aziende continuino a pagarne i contributi annuali allo Stato.

Durante l’incontro, a cui ha partecipato anche il presidente della sezione “trasporto rifiuti” Carlo Coppola, sono state evidenziate le preoccupazioni degli operatori su una vicenda “che – si legge in un comunicato Anita – si trascina da anni nonostante l’acclarato fallimento, e che costringe ancora le aziende del settore ad applicare procedure farraginose e sostenere costi sia per il versamento del contributo annuale sia per adempiere agli obblighi di sperimentazione. Tutto ciò mentre il ministero è impegnato a ridefinire un nuovo sistema anche attraverso un nuovo concessionario”.
Secondo Baumgartner tutto ciò si ripercuote sulla competitività delle aziende italiane. “In altri Paesi dell’Ue – spiega – si adempie agli obblighi di tracciabilità dei rifiuti, previsti dalla normativa comunitaria, con sistemi più semplici e funzionali rispetto al nostro. Non si può continuare ad immaginare di tracciare i rifiuti attraverso un sistema incentrato sulla sola fase del trasporto e, per giunta, con strumenti obsoleti ed installati esclusivamente sulla motrice del camion – ha proseguito Baumgartner – è necessario, invece, ridefinire un sistema di tracciabilità completamente diverso dal Sistri, che rappresenti un valore aggiunto per le imprese e risponda alle norme comunitarie, garantendo che i rifiuti prodotti vengano correttamente smaltiti, nel pieno rispetto delle esigenze di tutela ambientale, così come avviene in Francia, in Spagna e in Germania”.
La proposta di Anita è di monitorare i flussi di rifiuti attraverso la semplice digitalizzazione degli attuali formulari (per rilevare il trasporto), dei registri di carico e scarico (per rilevare la produzione e la gestione) e della dichiarazione annuale “MUD”, utilizzata per fini statistici e di controllo. L’Albo “gestori ambientali”, secondo Anita, potrebbe fungere da interlocutore unico per chiunque voglia operare nel settore del trasporto e della gestione dei rifiuti sul territorio nazionale, compreso per gli operatori esteri. “È giunto il momento di chiudere definitivamente l’esperienza Sistri con un provvedimento normativo che sancisca la decadenza dei relativi obblighi, compresa l’attuazione in via sperimentale delle procedure e ci aspettiamo la sospensione del versamento del contributo annuale fino a quando non sarà chiaro e definito un sistema funzionale e più coerente” ha concluso Baumgartner.

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