Glifosato: in Italia entra in vigore il divieto di utilizzo nei parchi pubblici e in pre-raccolta

Questo 22 agosto in Italia è entrato in vigore  un decreto del Ministero della salute che ne limita l’uso e il commercio.

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Il Glifosato, l’erbicida più potente al mondo prodotto dal colosso Monsanto,  non potrà più essere utilizzato nelle aree frequentate dalla popolazione, ad esempio i parchi o i giardini cittadini, così come i campi sportivi o le aree ricreative, ma il divieto vale anche per il cortili, le aree gioco e quelle adiacenti le strutture sanitarie.
In  agricoltura il diserbante non potrà essere impiegato nelle fasi di pre-raccolta quando il solo scopo è l’ottimizzazione del raccolto o della trebbiatura.

A partire dal 22 agosto, viene inoltre revocata la vendita e l’utilizzo di “prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate ed il coformulante ammina di sego polietossilata (n. CAS 61791-26-2)”, nel dettaglio del decreto si leggono anche quali prodotti sono vietati.
Le scorte dell’erbicida  potranno essere commercializzate ancora per  3 – 6  mesi, a seconda di chi ne farà uso, ma dovranno essere rietichettate entro il 20 settembre.

In Italia il glifosato è l’erbicida più venduto, viene utilizzato non soltanto nelle colture legnose come vigneti, oliveti, frutteti e in quelle cerealicole, ma anche nelle zone urbane come scuole, ferrovie e strade. Anche qui l’uso dell’erbicida è preferito allo sfalcio meccanico.

Il glifosato è una molecola organica assorbita per via fogliare e successivamente trasferito fino alle radici attraverso il sistema conduttore della pianta, per questo non viene lavato via con l’acqua. Mentre l’assorbimento del prodotto avviene in poche ore, il disseccamento ma gli stessi habitat e quindi tutta la complessa rete di vita animale, dai microorganismi ai vertebrati, e la vita stessa dell’humus e degli organismi che ad esso sono legati».

Dannoso per il terreno, il glifosato è stato dichiarato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) “probabile causa di tumori”, in quanto in grado di danneggiare il Dna.
In agricoltura il glifosato è “strategico” perché coinvolto a livello mondiale anche nella produzione di organismi geneticamente modificati. Fra i più diffusi ogm oggi coltivati ci sono cotone, mais, soia e colza.

Coldiretti accoglie positivamente il decreto del Ministero, ma sottolinea che la sicurezza alimentare dei cittadini non sarà garantita finché non verranno bloccate le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare il glifosato in pre-raccolta. Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo afferma che “quasi un pacco di pasta su cinque italiano è fatto con grano trattato con glifosato nonostante il divieto imposto in Italia”.

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