ANBI: riattivare i consorzi di bonifica per la sicurezza idrogeologica

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“Stavolta non siamo solo noi a sollecitare la Regione Puglia sulla necessità di ridare piena operatività al sistema della Bonifica pugliese, ma il susseguirsi  di eventi meteo di  gravita’ inusuale, frutto dei cambiamenti climatici.”

Lo sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), di fronte ai pesanti danni, che il maltempo ha provocato soprattutto nelle zone di Ostuni, Torchiarolo e Mesagne, nel brindisino.

“Irresponsabili scelte politiche regionali di un passato ormai lontano – ha affermato Vincenzi – minano economicamente la capacità di intervento di molti enti consortili pugliesi: il Consorzio di bonifica Arneo, ad esempio, sta monitorando la situazione dei danni registrati alla rete consortile di corsi d’acqua, già sapendo però di non avere risorse sufficienti ad intervenire! Per questo, chiediamo all’odierna governance della  Regione di provvedere sollecitamente a risolvere, in maniera condivisa, una situazione, che sta pesantemente condizionando anche la  vita dei  lavoratori degli enti consorziali.”

ANBI ricorda che, nel Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico 2015, erano 63, per un importo complessivo di oltre 255 milioni di euro (capaci di attivare circa 1700 posti di lavoro), i progetti presentati dai Consorzi di bonifica pugliesi, pronti ad essere avviati, ma in attesa di finanziamento.

“Tali dati saranno aggiornati in occasione della presentazione del Report ANBI Manutenzione Italia 2016 – Azioni per l’Italia Sicura, in collaborazione con l’Unità di Missione ed in calendario a Roma, giovedì 22 Settembre prossimo, dalle ore 9.30 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ presumibile che, in assenza di interventi risolutivi e come gli eventi di questi giorni stanno a dimostrare, le esigenze per la sicurezza idrogeologica del territorio pugliese siano aumentate: ricordiamo che prevenire le emergenze costa 5 volte meno che riparare i danni!”

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