Eolico: Italia al quinto posto in Europa per capacità installata

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Siamo ancora lontani dalla Germania, ma a ridosso della Francia. Anche l’Italia,nonostante le difficoltà normative e burocratiche che hanno colpito il settore nelle ultime stagioni e che ne hanno bloccato gli investimenti, può dire la sua sull’eolico. L’Italia è al quinto posto nell’Unione europea per capacità installata, pari a 9 gigawatt di potenza. Davanti ci sono la Germania (44,9 gigawatt), la Spagna (23 gigawatt), il Regno Unito (13,6 gigawatt) e la Francia (10 gigawatt).

All’interne dell’Eurozona, l’eolico sta crescendo in modo esponenziale: complessivamente, gli impianti hanno raggiunto i 141,6 gigawatt, e il settore rappresenta quasi la metà (44,2%) del totale della nuova potenza installata nel 2015. Ma va detto che la crescita non è omogenea: la Germania col 47% di tutti i nuovi impianti dell’Ue del 2015 avviati, si conferma il principale mercato europeo. Del resto, l’eolico tedesco è terzo a livello globale, superato solo da due colossi come Stati Uniti e Cina. Non solo: la crescita così veloce sta mettendo in crisi le infrastrutture e il mercato elettrico in Germania. Settimana scorsa, l’Autorità per l’energia di Berlino ha raccomandato una “frenata” alla realizzazione di nuovi impianti, per gli eccessivi costi delle reti da costruire per portare l’elettricità dalle regioni sul mare del Nord (dove si concentra la maggior parte degli impianti) a quelle meridionali (dove maggiore è la domanda per la presenza degli insediamenti industriali).

Nonostante questo, la crescita dell’eolico nella Ue non è destinata a fermarsi: secondo lo scenario di “crescita moderata” presentato nello studio, la capacità di energia eolica potrebbe aumentare fino a 200 goigawatt entro il 2020 (+ 42% dal 2015) per raggiungere 320 gigawatt nel 2030 (con un aumento del 126% rispetto al 2015). Lo stesso a livello globale: la produzione di energia eolica potrebbe arrivare a coprire il 20% della produzione globale di elettricità con la creazione di 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro.

“Con l’entrata in vigore degli accordi di Parigi sul clima i paesi devono essere seri sugli impegni: rispettare i target previsti implica un’offerta di elettricità completamente de carbonizzata ben prima del 2050 e l’energia eolica gioca un ruolo fondamentale”, ha sottolineato il segretario del Global world energy, Steve Sawyer. Secondo il rapporto con una produzione elettrica di questa portata, la riduzioni delle emissioni di Co2 sarebbe pari a 3,3 tonnellate all’anno

e il settore sarebbe in grado di attrarre investimenti annuali per circa 200 miliardi di euro. A fine 2015 le installazioni di energia eolica a livello globale hanno una capacità di 433 gigawatt e l’industria prevede un aumento di 60 gigawatt nel 2016.

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