Rinnovabili: nel mondo oltre il 23 per cento del mix produttivo di elettricità

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Volano gli investimenti mondiali nelle energie rinnovabili e vola anche la capacità totale istallata. Con Usa ed economie in via di sviluppo alla continua ricerca di affari verdi e la pressione dei negoziati climatci, il trend delle green energy sta conoscendo momenti d’oro. Oggi le fonti alternative, idroelettrico compreso, rappresentano oltre il 30 per cento della potenza elettrica installata a livello globale, coprendo il 23 per cento del mix produttivo di elettricità.

I dati appartengono all’ultimo rapporto del World Energy Council, rilasciato oggi con il titolo ‘Variable Renewables Integration in Electricity Systems 2016 – How to get it right’. La relazione conferma alcuni elementi storici: l’energia idroelettrica e quella ottenuta dalla biomassa continuano a dominare il settore delle rinnovabili, lasciando a fotovoltaico ed eolico un risicato 4% del totale. Tuttavia sono proprio questi due ultimi settori ad aver segnato i record maggiori, sia in termini di investimenti che di tasso annuale di crescita media (rispettivamente al 23% e 50% negli ultimi 10 anni).

Dei 286 miliardi di dollari spesi nei 154 GW di nuova potenza rinnovabile lo scorso anno, più di tre quarti sono legati a progetti eolici e solari. Il rapporto è stato lanciato come parte dei preparativi del 23° Congresso Mondiale dell’Energia che si terrà dal 10 al 13 ottobre a Istanbul. Il tema delle energie rinnovabili nel mix energetico globale e il modo in cui contribuiranno ad accelerare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio sarà uno dei punti chiave all’ordine del giorno.

Il successo delle rinnovabili intermittenti e la loro efficace integrazione nei sistemi elettrici dipende fondamentalmente dalla progettazione del mercato e del quadro normativo, e da una pianificazione regionale solida che eviti i colli di bottiglia”, commenta Christoph Frei, segretario generale del World Energy Council.
“Noi siamo al di là del punto di non ritorno della grande transizione energetica. L’implementazione politiche stabili sostenute da segnali chiari sul prezzo carbonio consentirà questa transizione e ci porterà un passo più vicini a soddisfare gli obiettivi climatici concordati alla COP21 “.

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